PER UNA TASSA SULLE TRANSAZIONI FINANZIARIE EFFICACE ED EQUA


L’Italia si sta finalmente dotando di una Tassa sulle Transazioni Finanziarie (TTF). Ma la buona notizia è messa fortemente a rischio dall’impianto normativo attualmente in discussione al Senato e dal dibattito sviluppatosi in queste settimane che rischia di disattendere quelli che sono gli obiettivi ispiratori della TTF.

Come organizzazioni promotrici della Campagna ZeroZeroCinque ci appelliamo al Governo e ai parlamentari affinché il testo legislativo possa contemplare i seguenti punti che riteniamo irrinunciabili per promuovere una tassa efficace nel frenare la speculazione e una tassa equa nella destinazione d’uso delle risorse che genera.

Contrastare l’high frequency trading tassando ogni singola operazione

Il commercio di titoli ad alta frequenza esaspera l’instabilità dei mercati pertanto è importante assicurare che la tassa si applichi a ciascuna operazione e non solo ai saldi di fine giornata. La tassa deve penalizzare
in misura superiore proprio quei comportamenti maggiormente speculativi ovvero il trading ad alta frequenza.

Tassare secondo il criterio di residenza delle controparti e di nazionalità del titolo

Quando si applica la tassa in un solo paese è fondamentale farlo seguendo anche il criterio di nazionalità del titolo (non si diventa proprietari del titolo se non si paga l’imposta di bollo) così da stabilizzare il mercato
interno, spostare gli operatori più speculativi su altri mercati e limitare l’elusione della tassa attraverso il cambio di residenza degli intermediari stessi.

Applicare la tassa alla più ampia base imponibile includendo tutti gli strumenti derivati

Il mercato dei derivati non regolamentati (OTC) in Italia è passato, tra il 2000 e il 2009, da 1.400 a oltre 10.000 miliardi di dollari. Una crescita del 642% in un decennio. Nello stesso periodo il PIL è aumentato
del 26%. A cosa è dovuta questa crescita abnorme? Tutte operazioni di copertura di un rischio o lo sviluppo di un gigantesco mercato speculativo? E’ possibile costruire meccanismi che differenzino il trattamento di
derivati usati per copertura assicurativa e derivati comprati e venduti per movente puramente speculativo.
Nel primo caso il derivato non è “nudo”: c’è un’operazione su un’attività sottostante e il derivato ne assicura il rischio. Inoltre la posizione è tenuta in portafoglio per molto tempo ed aggiustata solo a scadenze non particolarmente frequenti. Nel caso invece di “giocatori fai da te” o di operazioni speculative realizzate da operatori istituzionali queste operazioni sono di solito aperte e chiuse in brevi lassi di tempo. E’ possibile
costruire sistemi di tassazione differenziata che tengano conto della durata della posizione aperta e della
presenza o meno di sottostante.

Contrastare il fenomeno del layering

Significa disincentivare le distorsioni che provocano sul mercato quegli operatori che lanciano una grande quantità di ordini che poi non eseguono solo per indirizzare nel senso voluto le scelte degli altri operatori.
E’ possibile farlo tassando di più chi ha un rapporto troppo elevato tra ordini impostati e ordini eseguiti.

Destinare il gettito al welfare, alla cooperazione allo sviluppo e all’emergenza climatica

Ridistribuire le risorse a coloro che in Italia e nel mondo stanno soffrendo in maniera più drammatica gli effetti di una crisi di cui non hanno alcuna responsabilità diretta è una misura di giustizia sociale che non
può essere disattesa.

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Treno della Memoria… in viaggio con lo SPI CGIL

“Si rifanno i bagagli per i vestiti c’è posto, per i pensieri non basterebbero mille valigie” questo uno dei mille tweet che in questa settimana hanno raccontato l’esperienza del Treno partito verso Cracovia il 18 novembre. Un nuovo Treno della Memoria ma questa volta con lo Spi CGIL e i giovani dell’Udu, un incontro di generazioni che insieme hanno vissuto il viaggio che ormai da otto anni porta i giovani di tutta Italia a visitare i campi e il ghetto della città polacca.

Un viaggio, non una gita. Un viaggio non solo materiale ma tra i ricordi che vogliono farsi impegno.

in calendario, anche le nuove cene organizzate da Eataly per sostenere il Treno della Memoria, una a Roma e una  Torino, dodici ricette, preparate dalle mani di dodici grandi chef che anche quest’anno si adoperano per il progetto. E’ possibile prenotare i posti per la cena e vedere il menù dal sito di Eataly!

 

In attesa che partano i treni con i giovani del 2013, potete leggere i racconti dei partecipanti a questo treno speciale su facebook…

Treno della Memoria Tdf

Terra del Fuoco Tdf

OLE 2012 Otranto Legality Experience

FLARE – Freedom Legality and Rights in Europe organizza la terza edizione  OLE 2102!!
Due settimane di formazione e approfondimento per meglio comprendere i legami tra traffico di armi e droga, la crminalità organizzata e l’economia, le politiche europee per contrastare il fenomeno.
OLE 2012  è diviso in tre parti:

OLE Summer School, 16-20 Luglio a Lecce, aperto a tutti gli studenti universitari ai quali verranno riconosciuti dei crediti formativi

Quota d’iscrizione 100 euro, è possibile iscriversi fino al 10 giugno- OLE Summer Camp, 23-27 Luglio a Lecce, cinque giorni di seminari e dibattitti aperti a tutti,

Quota d’iscrizone 50 euro, iscrizioni aperte fino al 15 giugno- OLE Public Forum, 27-29 Luglio a Otranto, l’evento è aperto al pubblico e non è necessario iscriversi.

E’ possibile scaricare il programma dell’evento su sito www.ole2012.org
Per info:

[email protected]

Riconosciuto il risarcimento dei danni a giovani nigeriane vittime della tratta – Sequestrati i beni dei trafficanti: una grande notizia!

E’ di questi giorni una notizia di grande importanza per la lotta alla tratta.

 

Con una sentenza esemplare la Corte d’assise d’appello de L’Aquila si è espressa a favore di diciassette donne nigeriane costrette a prostituirsi sulla Bonifica del Tronto in condizioni di grave sfruttamento: 50.000 euro di provvisionale immediata per ogni ragazza, la revoca della confisca dei beni sequestrati agli imputati in favore dello stato e il sequestro conservativo in favore delle vittime.

 

QUALCHE VOLTA GIUSTIZIA E’ FATTA! Scrive Angela Ammirati in un comunicato della associazione Be Free, raccontando i dettagli della vicenda.

 

“La storia era cominciata quattro anni fa, quando la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Teramo trasmetteva alla sezione Anticrimine dell’Aquila apposita delega tendente a verificare la riduzione in schiavitù di giovani nigeriane, che, grazie al sostegno di On The Road e di BeFree, cooperativa sociale contro la tratta, violenze e discriminazioni, erano riuscite a vincere il terrore e a fornire elementi importanti per le indagini sul racket dei trafficanti di esseri umani.

 

A conclusione del processo il GUP de l’Aquila aveva decretato condanne per oltre 100 anni per 19 imputati, riconoscendoli colpevoli di gravissimi reati quali associazione per delinquere finalizzata alla tratta, riduzione in schiavitù, immigrazione clandestina.

 

Ma gli avvocati delle associazioni attive nel contrasto al traffico di esseri umani (Guido Talarico e Michela Manente per OnThe Road, Cristina Perozzi che lavorano tra Abruzzo e Marche, e Carla Quinto di BeFree, radicata a Roma) volevano altro: volevano che le vittime fossero immediatamente risarcite con il danaro ed i beni sequestrati al ricco e spietato racket.

 

E questa è stata la richiesta dalla quale è partito l’appello, che si motivava con il richiamo a disposizioni specifiche: l’art. 600 septies c.p. (norma che esprime la clausola di salvezza “fatti salvi i diritti della persona offesa”, introducendo una sorta di privilegio a vantaggio del danneggiato dall’illecito, le cui pretese civilistiche si impongono su quelle ablative dello Stato), e la direttiva UE n. 36/2011 che impone il risarcimento alle vittime di tratta in particolare l’art. 13 impone di “..promuovere l’uso degli strumenti e proventi sequestrati e confiscati provenienti dai reati di cui alla presente direttiva per finanziare l’assistenza e la protezione delle vittime, compreso il loro risarcimento.

 

La vittoria dei legali specializzati sul traffico di esseri umani rappresenta un fatto importante nella lotta alla tratta e nella costruzione di una società civile consapevole di quanto il reato sia grave e devastante per le vittime. Esprime un valore altamente simbolico, oltre che immediatamente monetario: riconosce come profondamente devastante il danno che deriva alle vittime dalla condizione nella quale sono imprigionate, in un momento in cui i governi nazionali e locali non sanno che esprimere politiche repressive, securitarie e di “decoro urbano” nei confronti delle cosiddette “prostitute” che sono invece, e questa sentenza lo ribadisce, vittime di un gravissimo reato transnazionale che ne lede i diritti fondamentali.

 

BeFree e On The Road, costituitesi parte civile nel processo, hanno ottenuto 10.000 euro di risarcimento”.

 

E’ una grande vittoria per le vittime della tratta, a nome delle quali, come Associazione, abbiamo sempre formulato la speranza che si potesse arrivare a questo risultato, nel solco di una cultura che vede l’associazione Libera e FLARE battersi contro le mafie e puntare sul sequesto dei beni da queste accumulate.

 

Si apre una nuova stagione di lotta alla tratta: ora bisogna puntare ad sequestro dei beni dei capi del traffico in Nigeria. In tal senso chiederemo che siano per prime le comunità nigeriane che rappresentano i migranti in Italia e in Europa a far propia la cultura della legalità e a fermare il turpe mercato degli esseri umani a partire dalla Nigeria.

Isoke AIKPITANYI
ass. Vittime ed ex vittime della tratta

 

Stop alla parata del 2 giugno!

Destinare i fondi alle popolazioni colpite dal terremoto
La campagna Sbilanciamoci! chiede l’immediata cancellazione della parata militare del 2 giugno e la destinazione dei milioni risparmiati per la sua organizzazione alle popolazioni colpite dal terremoto in Emilia Romagna. La richiesta della cancellazione della parata militare era stata fatta da Sbilanciamoci già nelle settimane scorse. Dopo il grave terremoto che ha colpito l’Emilia Romagna questa richiesta acquista maggiore importanza.

Con gli stessi soldi spesi per la parata militare si possono garantire, nella prossima settimana, i soccorsi di emergenza (tende,
viveri, medicinali, ecc) ad oltre 5mila persone. È irresponsabile spendere tanti soldi per far sfilare carri armati e blindo, mentre gli stessi fondi potrebbero essere investiti per aiutare le popolazioni.

La Repubblica va celebrata aiutando chi ora soffre a causa del terremoto e non sfoggiando armi e mezzi militari.

Va sospesa la parata, ma vanno tagliate anche le spese militari: è questo il senso di Economia a mano armata. Dossier sulle spese militari 2012 che la campagna Sbilanciamoci! presenterà il prossimo 4 giugno alle ore 11.00, presso la sala conferenze della Fondazione Basso – Roma, via della Dogana Vecchia 5.