Terra del Fuoco

Il Piemonte sarà senza Memoria?

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Dal 2005 a oggi oltre tredicimila ragazzi provenienti dalle scuole superiori della città di Torino prima, dal Piemonte poi, infine da tutta Italia hanno partecipato al progetto Treno della Memoria.
Oggi la Regione Piemonte, che ha fatto nascere e sostenuto il progetto, vuole cancellare questa esperienza.
Quest’anno parteciperanno al Treno della Memoria ragazzi da tutta Italia ma, se questa decisione non cambierà, nessuno dal Piemonte.
Alcuni dei più importanti esponenti del panorama culturale piemontese e italiano hanno scritto e firmato una lettera per chiedere con forza al Presidente Cota e all’Assessore Coppola di non eliminare il Treno, di far sì che, anche in Piemonte, questa esperienza possa proseguire.
Perché il Piemonte quest’anno non perda la Memoria state pronti a muovervi, il Treno ha bisogno di tutti voi!”

Leggi la lettera al Presidente delle Regione Piemonte

 

La Repubblica 23 Settembre 2011

La Stampa 23 Settembre 2011

4 Comments

  1. Non discuto che sia grave il taglio alla Vostra iniziativa, ma trovo assurda la polemica instauratasi con i viaggi organizzati dal Comitato Difesa Valori Resistenza sulla base del concorso regionale, un modello per l’Intera Italia. Per questo motivo non condivido la lettera firmata da molti sia pur illustri colleghi, che sembra adombrare la sparizione di ogni iniziativa sul tema qualora il Treno non fosse effettuato. Ciò non corrisponde a verità, in quanto il concorso regionale ed i successivi viaggi continuerebbero. Trovo altresì assurda la guerra dei numeri: meglio 60 ben preparati che 1300, non è questo il parametro giusto! Ho sempre avuto dubbi sull’idea del treno, meglio meno ma meglio.
    Prof. Brunello Mantelli – Università di Torino

  2. credo che togliere a noi giovani la possibilità di ricordare ancora quelle stragi, quelle lacrime, le urla e la sofferenza che ha straziato cuore e anima di miliardi di persone sia ingiusto e scorretto.
    abbiamo diritto a ricordare, ad aprire gli occhi e provare quei brividi verso un orrore che non si potrà mai cancellare!
    come si fa a partecipare all’ iniziativa del treno della memoria?
    grazie in anticipo, Amato Giulia

    senza memoria non c’è futuro…

  3. Gentile Prof. Brunello Mantelli
    Il confronto tra il Treno della Memoria e l’iniziativa del comitato Difesa Valori Resistenza non l’abbiamo fatto noi. Ci siamo limitati a rispondere ad una posizione espressa dall’Assessore Coppola e integrata dalle dichiarazione del Consigliere Roberto Placido (presidente del comitato).
    Noi pensiamo che entrambe le iniziative abbiano pari dignità ma che siano profondamente diverse.
    Noi non ne facciamo una questione numerica, così come non ne facciamo una questione di qualità, visto che le persone che lavorano alla formazione dei ragazzi del Treno spesso sono le stesse che lavorano con il progetto del Comitato.
    Non è accettabile definire il Treno della Memoria una “iniziativa privata” (lo testimoniano le 12 regioni e le 70 autorità locali coinvolte in tutta Italia oltre al patrocinio del Presidente della Repubblica, della Camera dei Deputati e del Parlamento Europeo), è un progetto di interesse pubblico che è diventato nei fatti un progetto istituzionale pur mantenendo la sua anima, il suoi costi e il suo approccio decisamente poco istituzionale.
    Noi siamo disposti al dialogo, crediamo che il Treno della Memoria sia un progetto di politiche giovanili e che una mediazione si possa trovare. Se non dovesse succedere vorrà dire che quest’anno partiranno giovani da tutta Italia e ma non dal Piemonte.. All’Assessore il compito di spiegarlo ai ragazzi e alle famiglie. Questa è politica.

  4. Gentile Professore,

    la polemica si è instaurata a causa di quanto scritto dai giornali lo scorso venerdì, e non per volontà polemica di Terra del Fuoco. Nel merito del possibile contenzioso con il Comitato Resistenza e Costituzione, due osservazioni:

    la prima è che i 1300 che Terra del Fuoco coinvolge ogni anno nel progetto, seppur forse meno preparati dei 60 del Comitato, seguono comunque un percorso annuale di preparazione e poi riflessione sul viaggio intrapreso, in cui si cerca – anche tramite l’ausilio di un testo storico scritto con l’aiuto del professor Maida – di fornire loro gli strumenti necessari ad affrontare la visita a Cracovia e ad Auschwitz – Birkenau con l’adeguata preparazione;
    la seconda è che invece a mio parere 1300 contro 60 non è una mera guerra dei numeri, ma è un reale valore aggiunto dell’iniziativa Treno della Memoria: si tratta di un progetto capace di coinvolgere ragazzi di ogni genere, che provengono da contesti culturali che mai darebbero loro la possibilità di una simile esperienza. Coinvolgere giovani di diverse estrazioni sociali, creando un’esperienza davvero democratica, crediamo sia il modo migliore per difendere un’idea di cultura accessibile a tutti. Come scrive Adorno «l’esigenza che Auschwitz non si ripeta più, […] si situa prima di ogni altra in campo educativo», il Treno della Memoria permette in Piemonte e in tante altre regioni italiane di mantenere fede a questo principio senza renderlo appannaggio di pochi. Per questo i numeri, ogni tanto, contano.

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