Terra del Fuoco

Rifugiati e richiedenti asilo

Durante un evento a Lampedusa, per la Campagna Non Aver Paura, abbiamo conosciuto Austin, un giovane nigeriano che, insieme alla sorella Ester e a tante altre vite segnate dalle stesse tragedie, ha attraversato il Mediterraneo per sfuggire da una realtà fatta di fame, guerra e sfruttamento. Come spesso accade, purtroppo questo ennesimo viaggio della speranza ha avuto un tragico epilogo: Ester non ce l’ha fatta e quel pezzo di mare, sempre più al centro della cronaca nera, l’ha inghiottita. Al funerale della sorella Austin ci ha raccontato la sua storia, in parte simile a quella di molte altre persone che attraversano l’Africa per raggiungere l’Italia.
Austin è stato accolto da Terra del Fuoco al Dado, insieme a tante famiglie Rom già parte di questa comunità, che ha saputo accoglierlo e supportarlo nell’inserimento sociale, lavorativo ed abitativo.
La comunità del Dado è diventata sempre più un denso luogo di incontro e accoglienza, nel quale le differenze socio-culturali costituiscono la ricchezza più grande a cui attingere per costruire un programma di vera e costruttiva convivenza con il territorio.

Nell’ottobre 2009 sono arrivati al Dado sei giovani provenienti dal Corno d’Africa. Alcuni di loro hanno passato mesi interi presso l’ex Clinica San Paolo di Corso Peschiera a Torino, per poi essere trasferiti nel settembre dello stesso anno al campo di accoglienza della CRI di Settimo Torinese. Qui, grazie al supporto del Tavolo Rifugiati di Torino, con cui svolgiamo attività di assistenza, hanno trovato insieme a tanti altri una sistemazione, nel quadro dei progetti FER (Fondo Europeo per i Rifugiati) e SPRAR (Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati).
Al Dado hanno trovato inserimento in un percorso, finanziato da questi progetti, che ha reso possibile la permanenza nella comunità, mentre un team di operatori li ha accompagnati verso l’ottenimento dello Status di Rifugiati, l’autonomia abitativa e lavorativa. Oggi Austin ed Alì, uno di questi sei ragazzi, vivono assieme a Torino.

Occupandoci di diritti, libertà e democrazia, abbiamo seguito da vicino le vicende post elettorali avvenute in Iran, sfociate in proteste da parte di molta parte della popolazione contro il presidente Ahmadinejad. Il soffocamento violento delle libertà di espressione e della democrazia necessita di un supporto anche oltre confine. Per questo, abbiamo accolto al Dado sei ragazzi iraniani, giovani attivisti per i diritti umani e giornalisti, oltre che sostenitori del Movimento Verde, ragazzi che in quelle strade di Teheran hanno protestato a gran voce e dalle quali sono dovuti fuggire.
Con loro abbiamo iniziato un percorso di sensibilizzazione agli eventi iraniani focalizzandoci sulla violazione dei diritti umani, tanto nel territorio locale quanto nazionale, con l’organizzazione, tra le varie iniziative, di una due giorni a Roma di convegni per lo “Shelter for Human Rights Defenders”, in occasione della commemorazione della morte di Neda. Per non parlare delle conferenze a corredo della Marcia per la Pace Perugi-Assisi 2010, nelle quali i ragazzi hanno preso parola direttamente come relatori e testimoni delle atrocità del regime.
Inoltre è stato possibile, grazie alla collaborazione con gli enti locali, un supporto ad hoc per i sei giovani che ha portato all’ottenimento dello Status di Rifugiato politico, all’iscrizione all’università e all’erogazione di borse di studio per permettere loro di proseguire e concretizzare a Torino i loro percorsi accademici, interrotti in Iran per divieti governativi.

L’attivazione di percorsi di supporto economico, sociale e linguistico e di integrazione per i Rifugiati e Richiedenti Asilo presenti nel territorio non può descrivere in maniera esaustiva il lavoro di Terra del Fuoco in questo ambito. Il forte legame con chi compie giorno dopo giorno questi piccoli passi verso la desiderata indipendenza e tranquillità si può toccare con mano ogni volta che portiamo a termine un traguardo. Ma quello più grande, ovvero far sì che in Italia le istituzioni siano davvero in grado di dare vera accoglienza e rifugio, lo vogliamo raggiungere insieme a loro, perché i sogni li difendiamo realizzandoli.

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